Sabato mattina una persona ha un dente che fa male. Cerca “dentista aperto” sul telefono, trova uno studio vicino, legge che è aperto e ci va. Davanti alla porta trova il cartello “chiuso il sabato”. Da quel giorno non lo cercherà più. Il titolare non sa nemmeno di aver perso quel paziente. Il motivo è semplice: la scheda Google della tua attività diceva una cosa sbagliata. Succede a dentisti, parrucchieri, officine e negozi, ed è una delle cose più facili da sistemare.
Cos’è la scheda e perché non è “a posto una volta per tutte”
La scheda (il suo nome ufficiale è Profilo dell’attività su Google) è il riquadro con nome, orari, telefono, foto e recensioni che compare quando qualcuno cerca la tua attività su Google o su Google Maps. Per molte persone è la prima immagine che si fanno di te, prima ancora del sito o dei social.
Il problema è che la scheda non è solo tua. Google può proporre modifiche, i clienti possono suggerire correzioni e alcune informazioni vengono prese da altre fonti online. Se nessuno la controlla, col tempo può cambiare o restare indietro rispetto alla realtà. Per questo serve una verifica ogni tanto, non un’impostazione fatta una volta e dimenticata.
I dati da controllare oggi, in una ventina di minuti
Cerca il nome della tua attività su Google dal telefono, come farebbe un cliente, e verifica con calma questi punti:
- Orari: sono quelli di oggi? Controlla anche le chiusure per festività e gli orari estivi. Una palestra che d’estate chiude presto e non lo scrive si ritrova con persone arrabbiate davanti al cancello.
- Categoria principale: è la voce che dice a Google che cosa fai. Un’officina che risulta solo “negozio di ricambi” o un’estetista indicata come “salone di bellezza” generico può non farsi trovare da chi cerca proprio il suo servizio. Scegli la categoria che descrive meglio il tuo lavoro principale e aggiungi quelle secondarie solo se sono vere.
- Telefono: è un numero a cui qualcuno risponde davvero? Un parrucchiere con le mani occupate tutto il giorno può preferire un numero collegato a WhatsApp.
- Sito o link per prenotare: la pagina si apre ed è quella giusta? Un link che porta a una pagina vuota è peggio di nessun link.
- Indirizzo e posizione sulla mappa: il segnaposto è davvero davanti al tuo ingresso? Per un negozio in una via con più ingressi, qualche metro di errore fa girare a vuoto i clienti.
Cosa aggiungere oltre ai dati di base
Quando i dati sono corretti, completa la scheda con quello che aiuta a decidere. Una scheda piena dà più fiducia di una scarna.
- Servizi e prodotti: la toelettatura può elencare bagno, tosatura e taglio unghie. L’officina può scrivere tagliando, gomme, revisione, climatizzatore.
- Descrizione: poche righe chiare su cosa fai, per chi e in quale zona. Scrivi come parleresti a un cliente, senza elenchi di parole ripetute.
- Foto vere: l’ingresso, l’interno, il tuo lavoro. Evita immagini scaricate da internet.
- Informazioni particolari: se si riceve solo su appuntamento, se c’è un parcheggio, se ci si può arrivare senza gradini. Sono dettagli che spesso fanno la differenza.
Recensioni: chiederle bene e rispondere con calma
Le recensioni sono la parte della scheda che i clienti leggono con più attenzione. Il modo giusto di averle è chiederle a chi è soddisfatto: a voce, a fine servizio, oppure mandando il link diretto per lasciare il commento. Non comprarle, non scriverle tu e non offrire sconti o regali in cambio di una recensione: Google non lo permette e rischi di compromettere la scheda.
Rispondi a tutte, positive e negative, in modo breve e gentile. Se una recensione è critica, ringrazia, chiedi scusa se serve e invita a parlarne di persona o per telefono. Chi legge non guarda solo il commento, guarda come reagisci. Chi lavora nella sanità, come un dentista o uno studio medico, deve inoltre evitare di scrivere dettagli su visite o cure, anche per rispettare la privacy del paziente.
Errori comuni da evitare
- Schede doppie: una vecchia e una nuova della stessa attività, magari dopo un trasloco. I clienti non sanno quale sia quella giusta.
- Nome con parole aggiunte: scrivere “Parrucchiere Palazzolo economico” al posto del nome vero va contro le regole di Google e può portare alla sospensione della scheda.
- Accesso nelle mani sbagliate: la scheda è gestita dall’email di un ex collaboratore o di chi ti ha fatto il sito anni fa. Verifica che ci sia accesso anche da un tuo indirizzo.
- Domande dei clienti ignorate: sulla scheda le persone possono fare domande pubbliche. Se restano senza risposta, sembra che nessuno sia presente.
- Indirizzo mostrato a chi lavora a domicilio: se sei un artigiano che va dai clienti e non ricevi nessuno, puoi nascondere l’indirizzo e indicare la zona in cui lavori.
In breve: i punti da ricordare
- La scheda Google è spesso il primo contatto con un nuovo cliente: deve dire la verità, oggi.
- Controllala dal telefono come farebbe un cliente, ogni tanto e in particolare prima di ferie e festività.
- Orari, categoria principale, telefono, sito e posizione sulla mappa sono i cinque dati da verificare per primi.
- Completa con servizi, descrizione e foto vere.
- Le recensioni si chiedono a chi è soddisfatto, mai si comprano né si scambiano con sconti. Rispondi sempre con calma.
- Assicurati di avere tu l’accesso alla scheda e che esista una sola scheda per la tua attività.
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Foto: 6689062 su Pixabay

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