Scheda Google Maps: categoria e servizi da scegliere bene

Un’officina di zona fa il cambio gomme stagionale da anni. Il titolare nota che molte persone chiamano per chiedere se lo fa, e che chi cerca “gommista” sul telefono trova altri. Il motivo è spesso banale: nella scheda Google Maps l’officina è registrata solo come “Officina meccanica” e il cambio gomme non compare da nessuna parte. Succede a moltissime attività locali, e si sistema in una mezz’ora.

Perché Google non capisce da solo cosa fai

Quando qualcuno cerca “dentista vicino a me” o “toelettatura Palazzolo”, Google deve decidere quali attività mostrare. Guarda la posizione, ma anche le informazioni che hai inserito tu: la categoria, l’elenco dei servizi, la descrizione, le foto. Se queste informazioni sono poche o generiche, Google fa fatica a collegarti alla ricerca giusta.

La categoria è l’etichetta che dice a Google che tipo di attività sei, per esempio “Palestra”, “Parrucchiere” o “Negozio di biciclette”. I servizi sono le cose concrete che offri. Non sono un dettaglio: sono il modo in cui il cliente capisce, in pochi secondi, se sei la persona giusta.

La categoria principale: una sola, quella che ti porta lavoro

La categoria principale è la prima informazione che Google usa per capire di cosa ti occupi. Scegli quella che descrive meglio il lavoro per cui vuoi essere cercato, non quella più generica. Una toelettatura sceglierà la categoria dedicata alla toelettatura per animali, non “Negozio di animali” solo perché vende anche qualche crocchetta.

Se sei in dubbio, fai una prova: cerca sul telefono come farebbe un cliente (“parrucchiere”, “officina”, “studio dentistico”) e guarda che categorie usano le attività che compaiono. Non per copiarle, ma per capire come sono chiamate le cose nella tua zona.

Categorie aggiuntive e servizi: i passi da seguire

Le categorie aggiuntive servono per attività che fanno davvero più di una cosa. I servizi, invece, si possono descrivere uno per uno. Ecco come procedere:

  • Cerca il nome della tua attività su Google (o apri Google Maps) dal telefono o dal computer, usando l’account con cui gestisci la scheda, e tocca “Modifica profilo”.
  • Controlla la categoria principale: descrive il lavoro che vuoi fare di più?
  • Aggiungi poche categorie secondarie, solo se corrispondono a un’attività reale e continuativa.
  • Apri la sezione dei servizi (o dei prodotti, se vendi merce) e scrivi ogni servizio con il nome che userebbe un cliente, non con il nome interno.
  • Dove Google lo permette, aggiungi una breve descrizione a ogni servizio, anche solo una riga: cosa include, per chi è adatto.
  • Nella descrizione dell’attività racconta in modo semplice chi sei, cosa fai e dove ti trovi, senza elenchi di parole messe lì per Google.
  • Salva e ricontrolla dopo qualche giorno dal telefono, come se fossi un cliente.

Esempi per settori diversi

Ogni attività ha le sue parole. Qualche esempio di servizi scritti in modo chiaro, da adattare a quello che fai davvero:

  • Palestra: sala attrezzi, corsi di gruppo, personal training, lezione di prova (se la offri).
  • Dentista: visita di controllo, igiene dentale, ortodonzia, visite per bambini, urgenze.
  • Parrucchiere: taglio donna, taglio uomo, colore, trattamenti, acconciature per cerimonie.
  • Toelettatura: bagno e taglio, cani di taglia grande, gatti, trattamento del pelo.
  • Officina: tagliando, cambio gomme, revisione, diagnosi elettronica, se li fai tu.
  • Negozio: le categorie di prodotti principali, con foto chiare e, dove possibile, il prezzo.

Nota che sono tutte cose che un cliente cerca davvero. Se un servizio lo fai solo ogni tanto o su richiesta, meglio scriverlo nella descrizione con parole chiare che metterlo in primo piano.

Errori comuni da evitare

  • Aggiungere nel nome parole che non ci sono nell’insegna, come “economico” o il nome della città. Le regole di Google lo vietano e la scheda può essere sospesa.
  • Mettere categorie che non c’entrano pensando di comparire in più ricerche: confondono Google e anche i clienti.
  • Elencare servizi che non offri più o che non hai mai offerto. Il cliente arriva, non lo trova, e resta deluso.
  • Scrivere la descrizione come una lista di parole ripetute. Meglio due frasi chiare, come le diresti a voce.
  • Non aggiornare dopo un cambiamento: nuovo servizio, nuovo orario, nuovo professionista. La scheda è la prima vetrina e deve essere uguale alla realtà.
  • Fare le modifiche una volta e dimenticarsene: rivedi la scheda ogni tanto, anche in pochi minuti.

Un ultimo punto: nessuna scheda, per quanto curata, garantisce una posizione precisa su Google. Quello che puoi fare è dare informazioni corrette e complete, così chi ti cerca ha meno motivi per scegliere un altro.

In breve: i punti chiave

  • Google ti collega alle ricerche in base a ciò che scrivi nella scheda: categoria, servizi, descrizione.
  • La categoria principale deve descrivere il lavoro per cui vuoi essere cercato.
  • Aggiungi categorie secondarie solo se corrispondono a ciò che fai davvero.
  • Scrivi i servizi con le parole dei clienti, una riga di spiegazione ciascuno.
  • Non aggiungere parole al nome dell’attività e non inserire servizi che non offri.
  • Controlla la scheda dal telefono, come farebbe un cliente, e aggiornala quando qualcosa cambia.

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Foto: JESHOOTS-com su Pixabay

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